Non ho figli, ma penso che se ne avessi smarrirne non sia una bella esperienza. La settimana scorsa c'e' stata qui alla Shelter Home una bella riunione con 7 ONG operanti nel Distretto di Nagapattinam in cui Father Maren ha illustrato il progetto HomeLink con l'obiettivo di illustrare i contenuti e convincerle a collaborare. Il Power Point e tutta la baracca erano in Tamil, ma il fido John Paul mi ha dato una mano con un po' di traduzione simultanea. Ogni giorno, secondo la Polizia del Tamil Nadu, in questo Stato scompaiono 12 bambini (media annuale 1996-2001), anche se pare che nell'ultimo decennio ci sia stato un incremento. Ovviamente ai dati vanno aggiunti tutti i casi non catalogati, circa un quarto di quelli emersi. Leggendo un articolo su "The Hindu" scopro che la cifra aggiornata pare sia di 5 bambini scomparsi ogni ora in India. HomeLink è un progetto coordinato dai Salesiani in tutta l'India che vuole creare una rete di Centri per la raccolta dei dati sui bambini scomparsi.Dopo le iniziali presentazioni, una delle partecipanti parla di quello che il Governo sta facendo per migliorare la condizione dell'infanzia, e qualcosa si sta muovendo: i politici si sono dati delle scadenze per costruire nuove scuole e per abolire le punizioni corporali agli alunni e convocare i genitori in caso di problemi. Ci fa alzare tutti in piedi e comincia a fare delle domande, chi è pro si sposta da una parte della stanza, chi è contro dall'altra. Alcune mi risultano scontate (fino a 14 anni i genitori dovrebbero lasciare che i figli vadano a scuola?), altre molto meno (si è "child" fino a 14 o 18 anni? Solo il governo o anche altri soggetti dovrebbero prevenire i crimini commessi contro i bambini?). L'esperimento mi piace, ma faccio fatica a decidere se devo ragionare da italiano o no. Come mi sono accorto stando qui, molte cose a me ovvie in realtà non lo sono per niente. Alla fine un signore mi chiede conto della situazione in Italia sul tema, io ne so poco, mi limito a dire che l'impressione è che i numeri siano più limitati e che comunque chi di dovere di solito si occupa di queste cose (neanche questo è scontato e infatti qui sembra non accadere).
quasi cominciamo insieme. questo blog l'ho letto a sprazzi, con grandi pause e grandi recuperi in cui non riuscivo a staccarmi dalle tue parole.
RispondiEliminagrazie di questo viaggio. e che sia buono il prossimo :)